Coronavirus negli USA

Il Coronavirus e le conseguenze per il tuo ESTA USA

Lo scoppio della pandemia di Coronavirus (Covid-19) negli Stati Uniti ha logicamente conseguenze anche per i viaggiatori che vogliono recarsi nel Paese. Attualmente è possibile recarsi negli Stati Uniti dall'Italia solo in casi eccezionali e con un permesso speciale. A causa del Coronavirus, anche i viaggiatori in possesso di un visto o di un ESTA valido non possono recarsi in America. Tuttavia, le autorizzazioni di viaggio ESTA USA vengono ancora rilasciate. Su questa pagina puoi leggere di più sul Coronavirus negli USA, sul divieto d'ingresso e sulle conseguenze per il tuo ESTA.

La situazione attuale negli USA

Il numero di casi di Coronavirus negli Stati Uniti d'America ha ormai superato i venti milioni, e questo numero è ancora in aumento. Questo fa degli Stati Uniti il Paese più colpito dal Coronavirus, seguito da India e Brasile. I viaggiatori stranieri che desiderano recarsi in America sono soggetti a severe restrizioni di viaggio, in quanto questi viaggiatori potrebbero avere il Coronavirus. A partire dal 26 gennaio 2021, tutti i viaggiatori devono essere in grado di dimostrare il risultato negativo di un test per il Coronavirus per poter effettuare il check-in per un volo per gli USA. Vige un divieto di ingresso per chi si reca negli Stati Uniti d'America dai Paesi appartenenti allo Spazio Schengen.

Coronavirus negli USA

Partita la campagna di vaccinazione contro il Coronavirus negli USA

Il 14 dicembre 2020 negli Stati Uniti d'America è stato somministrato il primo vaccino Pfizer-BioNTech. A metà gennaio 2021, circa 10,3 milioni di persone negli USA sono stati vaccinati con almeno una dose di vaccino contro il Covid-19. Quasi 30 milioni di dosi sono state distribuite ai singoli stati e alle autorità federali. I primi vaccini vengono somministrati ai professionisti nel settore sanitario e ai residenti delle case di riposo.

Misure anti-Covid negli Stati Uniti d'America

Al fine di contrastare la diffusione del Coronavirus, in America sono state adottate diverse misure, alcune delle quali si applicano solo in alcuni stati e/o regioni. Concerti, festival e grandi eventi sportivi sono stati cancellati. In ogni caso, chiunque si trovi negli USA deve rispettare le seguenti linee guida per ridurre al minimo il rischio di contagio da Covid-19:

  • Lavarsi regolarmente le mani con acqua e sapone (almeno 20 secondi)
  • Utilizzare gel disinfettante se non sono disponibili acqua e sapone
  • Evitare di toccare il viso
  • Mantenere una distanza minima di due lunghezze di braccio dagli altri
  • Indossare la mascherina nei luoghi pubblici
  • Tossire e starnutire nel gomito flesso o utilizzare fazzoletti di carta
  • Pulire regolarmente le superficie che vengono toccate frequentemente (ad esempio: maniglie delle porte, interruttori delle luci, tastiere e telefoni cellulari)
  • Stare attenti ai sintomi del virus e sottoporsi a un test in caso di comparsa di sintomi
  • All'ingresso/rientro in Italia dagli USA, è necessario compilare un'autodichiarazione in cui si deve indicare la motivazione che consente l'ingresso/il rientro. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con un mezzo privato ed è inoltre necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni.

L'ESTA USA è normalmente valido per soggiorni fino a 90 giorni consecutivi. Attualmente vengono fatte eccezioni per i viaggiatori che non possono lasciare il Paese in tempo a causa del Coronavirus. A causa di malattia, restrizioni di viaggio in tutto il mondo o il numero limitato di voli dall'America all'Europa può essere difficile partire entro il periodo massimo di soggiorno di 90 giorni.

Per questo motivo, l'U.S. Customs and Border Protection ha annunciato che i viaggiatori possono richiedere una proroga per rimanere altri 30 giorni negli USA se a causa del Coronavirus non possono lasciare gli USA entro il periodo massimo di soggiorno dell'ESTA. Per richiedere un'estensione del periodo di soggiorno massimo dell'ESTA per motivi legati al Coronavirus si deve contattare un'U.S. Citizenship and Immigration Services Contact Center, uno degli aeroporti o posti di frontiera, o uno dei Deferred Inspection Sites.

Misure per i viaggiatori stranieri

Il 31 gennaio 2020, il presidente Trump ha imposto un divieto di ingresso per tutte le persone che erano state in Cina nei 14 giorni precedenti il loro arrivo negli USA. Dalla fine di febbraio 2020, questo divieto di ingresso si applicava anche all'Iran. Il 12 marzo 2020 è stato imposto un divieto d'ingresso per tutti i viaggiatori provenienti dall'area Schengen, noto anche come la "Schengen Proclamation" o il "Schengen travel ban". Il 16 marzo 2020 è stato annunciato che il divieto di ingresso si sarebbe applicato anche al Regno Unito e all'Irlanda, seguiti dal Brasile.

Il divieto di ingresso è stato imposto per prevenire che i viaggiatori stranieri diffondessero il Coronavirus negli Stati Uniti. Sebbene Covid-19 sia ora molto più sotto controllo nella maggior parte dei Paesi Schengen che negli USA, il divieto d'ingresso è ancora in vigore.

Paesi soggetti al divieto d’ingresso

Il divieto di ingresso negli Stati Uniti vale per tutti coloro che si siano trovati in uno dei Paesi Schengen, Regno Unito, Irlanda, Cina, Iran o Brasile nei 14 giorni precedenti al loro arrivo negli USA. Si tratta quindi dei seguenti Paesi: Belgio, Cina, Danimarca, Germania, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Islanda, Iran, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Repubblica Ceca, Regno Unito, Svezia e Svizzera.

I viaggiatori non vengono quindi esclusi in base alla loro nazionalità, ma in base ai Paesi in cui si sono trovati nelle due settimane precedenti il loro viaggio negli USA. Il divieto di ingresso si applica anche alle persone che hanno effettuato solo un transito nei Paesi sopra indicati, anche se non hanno lasciato l'aeroporto durante il transito/scalo. Non è quindi nemmeno possibile effettuare un transito/scalo in America se sei stato in uno dei suddetti Paesi negli ultimi 14 giorni o se hai effettuato un transito/scalo in uno di questi Paesi, anche se sei in possesso di un ESTA o di un visto USA valido.

Una soluzione per poter viaggiare in America è quella di rimanere per 14 giorni in un Paese che non è soggetto al divieto d'ingresso e di recarti da lì - senza scalo in uno dei Paesi soggetti al divieto d'ingresso - negli Stati Uniti d'America.

Persone autorizzate a recarsi negli USA nonostante il divieto di ingresso

Il divieto di ingresso non si applica alle persone di nazionalità statunitense e ai residenti permanenti negli Stati Uniti e i loro figli e coniugi. Vengono inoltre fatte eccezioni per i genitori o tutori legali e i fratelli e le sorelle non coniugati di persone di nazionalità statunitense di età inferiore ai 21 anni o di residenti permanenti negli Stati Uniti di età inferiore ai 21 anni. Queste persone possono recarsi negli Stati Uniti, anche se si sono trovate in uno dei Paesi soggetti al divieto d'ingresso nei 14 giorni precedenti alla loro partenza. Questi viaggiatori possono recarsi negli USA con un ESTA nonostante il Coronavirus e non hanno bisogno di richiedere un permesso o una dichiarazione speciale. Tuttavia, a partire dal 26 gennaio 2021, devono essere in grado di esibire il risultato negativo di un test per il Coronavirus. Le persone che arrivano nello stato del Massachussets o New York devono inoltre compilare una dichiarazione sanitaria prima della partenza.

Vengono fatte eccezioni per le persone titolari di un visto F-1, M-1 o J-1. Inoltre, possono essere fatte eccezioni per le persone il cui viaggio in America è nell'interesse nazionale ("National Interest Exception").

Alle persone che non sono cittadini statunitensi o residenti permanenti negli USA, o familiari diretti di qualcuno che ha la nazionalità statunitense o che è residente permanente negli Stati Uniti e che non possono nemmeno beneficiare di un "National Interest Exception", ma che hanno un motivo urgente per recarsi in America durante la crisi dovuta al Coronavirus, si consiglia di rivolgersi all'ambasciata statunitense. In casi eccezionali, è possibile ottenere un'esenzione dal divieto d'ingresso.

Conseguenze per l'ESTA USA

Nonostante il divieto d'ingresso, l'ESTA USA può ancora essere richiesto online. Le richieste vengono mediamente elaborate entro 3 giorni, così come prima della crisi del Coronavirus. Il fatto che tu disponga di un ESTA non significa, però, che tu possa partire per gli Stati Uniti, in quanto il divieto d'ingresso si applica anche ai viaggiatori titolari di un visto o ESTA valido. Dato che l'ESTA ha una validità di due anni dal momento del rilascio, l'autorizzazione di viaggio può già essere richiesta per un viaggio futuro. Non appena il divieto di ingresso sarà stato revocato, potrai utilizzare il tuo ESTA concesso per recarti in America, a condizione che tu disponga ancora dello stesso passaporto che è stato utilizzato per la richiesta.

Desideri recarti negli USA non appena il divieto d'ingresso sarà stato revocato? Puoi già richiedere un ESTA USA per un viaggio futuro.

Richiedi ora un ESTA

Una volta che una domanda ESTA è stata presentata ed elaborata dal Dipartimento per l'Immigrazione degli Stati Uniti, non è più possibile annullarla. Poiché l'ESTA è legata ad un passaporto specifico, non è possibile restituire l'autorizzazione di viaggio dopo che è stata concessa, nemmeno se non dovesse essere possibile utilizzarla a causa del Coronavirus. Il governo degli Stati Uniti non rimborserà in nessun caso i costi degli ESTA concessi ma inutilizzabili a causa del divieto d'ingresso. Puoi cercare di chiedere un risarcimento rivolgendoti alla tua assicurazione di viaggio, al tour operator o all'agenzia di viaggi.

Esonero da responsabilità: a causa del rapido sviluppo della situazione relativa al Coronavirus negli USA e delle politiche governative degli Stati Uniti, non possiamo garantire che tutte le informazioni contenute in questa pagina siano sempre aggiornate e complete. Tieniti aggiornato controllando regolarmente questa pagina, ma anche contattando la tua compagnia aerea o agenzia di viaggi.